Cosa fare sabato a Messina? iMuC, un museo che non ti aspetti

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Il sabato mattina a Messina ha i suoi riti: caffè, cornetto, una passeggiata in centro. Lo stesso giro, le stesse facce, lo stesso bar. Ma se questa volta hai voglia di qualcosa di diverso, qualcosa che ti rimane addosso anche il lunedì allora fai una deviazione in via Garibaldi 80.

Lì, dove meno te lo aspetti, si nasconde il iMuC – Messina Retrocomputing Museum: il primo museo di informatica e videogioco vintage di tutta la Sicilia. 

Non il solito museo.

Dimentica le sale silenziose, le luci fioche e i cartelli “non toccare”. L’iMuC è un posto vivo, rumoroso nel senso buono — quello dei bip, dei jingle, dei tasti che scattano sotto le dita.

Le macchine esposte sono restaurate e molte sono ancora funzionanti. Puoi vederle accese. Puoi sentire i suoni di una volta. Puoi mettere le mani su tecnologie che, trent’anni fa, stavano cambiando il mondo senza che nessuno lo sapesse ancora con certezza.

La collezione conta circa cento pezzi esposti a rotazione: Apple, Commodore, Sinclair, Olivetti, IBM. Le console dalle prime Atari fino a NES, ColecoVision, PlayStation. E poi i pezzi rari, quelli che non si trovano più da nessuna parte — come il leggendario Twentieth Anniversary Macintosh, uno di quegli oggetti che vorresti portarti a casa.

È nata da una pausa caffè.

Biagio Natoli Orioles e Alessandro Coletta, due appassionati con collezioni di tutto rispetto   e un sogno vago. Si sono ritrovati a parlarne durante una pausa caffè — proprio come quella che stai facendo tu adesso, forse — e a un certo punto uno dei due ha detto: Perché non facciamo un museo?

La risposta è arrivata all’unisono: Sì.

Poi sono arrivati Tonino Bisazza, con il talento raro di ridare vita alle macchine d’epoca, ed Emanuele Campagna, consulente per la comunicazione. E quello che sembrava un’idea buttata lì è diventato un posto reale, riconosciuto ufficialmente nella Rete dei Musei cittadini di Messina.

Un posto per tutti

Chi ha vissuto gli anni ’80 e ’90 entra e non esce più — ogni macchina è un ricordo, ogni suono è qualcosa che credeva dimenticato. Chi è giovane scopre le radici fisiche, concrete, di ogni schermo che fissa ogni giorno. Funziona in coppia, in famiglia, da soli con la voglia di curiosare senza meta.

È uno di quei posti in cui le generazioni finiscono per parlarsi, perché hanno qualcosa di cui parlare.

Quando andare

Ogni sabato, mattina e pomeriggio: 9:00–13:00 e 16:00–20:00. Perfetto da incastrare prima di pranzo o nel tardo pomeriggio, prima che la giornata finisca senza che sia successo niente di speciale.

Prima o dopo la visita, via Garibaldi ha tutto il necessario: caffè, granita, pasticcerie, il centro città a portata di passo.

Puoi prenotare su imuc.it oppure passare direttamente al civico 80. Non serve molto — solo la voglia di scoprire qualcosa che Messina, in silenzio, custodisce da un po’.

 

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